giovedì 30 marzo 2017

Spider Man



Credo che Spider Man rappresenti abbastanza bene la vita umana. Il nostro quotidiano arrampicarci sugli specchi, saltando arditamente di palo in frasca. La continua tessitura di fragili tele sulle quali siamo costretti  a muoverci facendo buon viso a cattiva sorte. La voglia di dare il meglio di noi stessi ... anche in barba al fatto di essere un po' timidi, talvolta secchioni e un po' imbranati. Con la certezza assoluta di dover faticare e di non esser per niente dei super eroi.

(Il disegno di questo post è stato realizzato dal Sergente Elias... cioè dal sottoscritto) 

giovedì 23 marzo 2017

"I Cento Passi."



Qualche giorno fa, ho rivisto questo grande film e, ancora una volta, mi son commosso. Poi mi sono anche arrabbiato perché ho pensato che, dai tempi di Peppino Impastato, è cambiato ben poco. Peppino diceva che “la mafia è una montagna di merda”. Poi hanno ucciso il generale Dalla Chiesa, i giudici Falcone, Morvillo, Borsellino, Livatino e Chinnici.  Anche Don Puglisi è stato assassinato.  Nonostante tanti uomini e donne eccellenti abbiano perso la vita per opporsi alle mafie ci son state le infiltrazioni della malavita organizzata nel nord Italia e “mafia capitale”. Il traffico di sostanze stupefacenti e il riciclaggio del denaro sporco fanno ormai parte della cronaca quotidiana. La corruzione e il malaffare albergano ovunque… anche a soli cento passi da casa nostra... come  ci ha fatto notare Peppino a suo tempo.  Purtroppo quella montagna di merda è  cresciuta a dismisura e, ora, è diventata una catena che attraversa l’intero stivale.


lunedì 20 marzo 2017

Se scappa qualche errore sul blog...


Per carità, ditemelo. Io non mi offendo. Oggi mi sono accorto di averne commesso uno nel titolo del post precedente (avevo scritto Franceso anziché Francesco) e, manco a farlo apposta, un caro amico mi ha fatto notare un altro mio… “orrore”. Fatemi sapere se notate qualcosa che non va. Insomma, come disse qualcuno molto più importante di me : “Se mi sbaglio mi corrigerete!”

giovedì 16 marzo 2017

Un Grazie di Cuore a papa Francesco!



... giacchè, ormai, solo lui dice qualcosa di sinistra. Ma i sindacati che fanno? Si sveglino visto che noi lavoratori li sentiamo troppo, troppo lontani dai nostri problemi!

martedì 14 marzo 2017

Razzisti... nel Pallone


Ho appreso dal radiogiornale del mattino che un giocatore di una squadra di calcio piemontese è stato malmenato in un bar perché, nel corso di una partita da poco disputata , era intervenuto a difesa di un compagno di squadra di colore, vittima di ingiurie razziste (vedi notizia). Un episodio che, ancora una volta, ci mostra quanto la nostra Italia sia caduta in basso. Esprimo tutta la mia solidarietà al giovane calciatore africano e al suo eroico difensore. Si vergognino, invece, gli autori di questo ennesimo gesto di razzismo e intolleranza e, intanto, rivediamo cosa suggerisce  il grande Dani Alves...


sabato 11 marzo 2017

Quando lo Sport ci Insegna Qualcosa



Mi piace riportare su queste pagine la foto che ritrae Coppi e Bartali in lotta per aggiudicarsi l’edizione 1952  del Tour de France. I due si scambiano la borraccia sulle assolate rampe del Col du Galibier e, poco importa chi la dia e chi la riceva. Poco importa chi, alla fine, vincerà la gara. Questa immagine, però, insegna, ancor’oggi, che si può essere in competizione per qualsiasi cosa, anche per la più prestigiosa corsa del mondo, ma che la solidarietà e il rispetto umano non debbono mai mancare.

Buona Domenica se passate di qui e... "meditate gente... meditate."

martedì 7 marzo 2017

Per le Strade di Soweto

Appena qualche mese fa, girando per le strade di Soweto, ho visto questo murales


“Ho combattuto contro la dominazione bianca e ho combattuto contro la dominazione nera. Ho accarezzato l’ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone vivano insieme in armonia e con pari opportunità.
È un ideale per il quale spero di vivere e che spero di raggiungere. Ma, se sarà necessario, è un ideale per il quale sono pronto a morire.
                                           Nelson Mandela


Ci insegna a lottare con forza per i nostri ideali, a non disperderli e, anzi, a diffonderli in un mondo in cui l’indifferenza regna sovrana. A non arrenderci mai, qualunque cosa accada e nonostante tutto.











venerdì 3 marzo 2017

Il Sergente Elias, "Platoon"... e Quelli che Incrementano le Spese Militari



Credo che il film “Platoon” sia una delle migliori rappresentazioni cinematografiche della Guerra del Vietnam e dei suoi orrori. Oliver Stone, il suo regista, era un reduce di quel conflitto che, dal 1955 al 1975 dilaniò l’estremo oriente. Si trattò di una sporca guerra che gli USA condussero col solo scopo di assumere il controllo di quella regione in cui si stavano, invece, affermando dei sistemi comunisti. La partecipazione americana al conflitto del Vietnam si caratterizzò per un’infinita sequela di atrocità perpetrate, anche con uso di armi chimiche, persino nei confronti delle inermi popolazioni locali. Alla fine gli Stati Uniti uscirono sconfitti, e resta la testimonianza di tali eventi nelle pagine dei libri di storia, nelle cronache dell’epoca e nella cinematografia. “Platoon”, in particolare ci racconta la storia di Chris Taylor, un giovane e benestante studente che decide di partire volontario perché ritiene che non debbano essere solamente i poveri, la gente di colore e i reietti d’America a dover sopportare i carichi di quell’assurda guerra. Viene inserito in un plotone composto da uomini provenienti dalle più disagiate e disparate condizioni e qui deve confrontarsi col Sergente Barnes, duro come il ferro e senza peli sullo stomaco e il Sergente Elias, uno veramente molto fuori dalle righe ma, forse proprio per questo, decisamente più umano. Nel corso di una ricognizione viene perquisito un villaggio in cui vengono rinvenute delle armi. Il Sergente Barnes, al fine di conoscere la provenienza delle armi, da inizio ad una serie di maltrattamenti e torture nei confronti della popolazione. Fa uccidere la moglie del capo villaggio sotto gli occhi terrorizzati della figlia, ma interviene Elias che interrompe l’azione minacciando di denunciare i crimini commessi e trascinare Barnes dinnanzi alla corte marziale. Le truppe si allontano e Barnes ordina comunque l’incendio del villaggio. Seguono altri feroci combattimenti. Elias, disperso nella giungla viene ritrovato e ucciso a sangue freddo da Barnes che temeva la denuncia da parte del commilitone… 

                               

A questo punto   non proseguo col racconto del film perché sarebbe proprio un’ingiusta spoilerata nei confronti di chi ha la legittima curiosità di vederlo, ma vi dico che ho scelto come Nick Name “Sergente Elias” proprio perché ho ammirato questo personaggio. Inasprito dalla guerra, ma umano e sincero. Capace come pochi di far squadra coi suoi uomini. Un uomo con la schiena dritta. Intransigente nei confronti dell’ingiustizia sino all’estremo sacrificio. Ho scelto lui perché non sopporto i violenti, quelli che pescano nel torbido e, ancor più, gli indifferenti. Per opporci ai guerrafondai che, come il

signore dal biondo ciuffo qui a fianco ritratto, intendono incrementare le spese militari degli USA col rischio di trascinarli, assieme al mondo, in un altro terribile film di guerra.   



                                         
                                                  La foto di Donald Trump è tratta da Wikipedia   

mercoledì 1 marzo 2017

DJ Fabo e gli Altri... che Partono per Morire

Sino a qualche giorno fa' proprio non lo conoscevo. Sicuramente era una persona molto diversa da me. Però, dopo che ho appreso la sua storia ho provato a immedesimarmi nel suo dramma. A immaginare la mia vita avvolta nel buio. Nel vano e frustrante tentativo di impartire comandi alle mie braccia, alle mani e alle gambe. Impossibilitato a tradurre la volontà in azione. Ho capito, allora, che tanto diversi non siamo, che non sarei neanche io capace di vivere una vita senza luce e autonomia. Che non vorrei, un giorno, esser costretto, aggiungendo tormento al tormento, ad emigrare per morire.

La Mia Filosofia

Perché ricominciare da zero quando almeno qualcosa nella nostra vita è andata bene?
                       
    
Sempre meglio ricominciare da uno o da due. Meglio ancora da tre e... chissà che non avvenga davvero o' miracolo.