Pensieri Sparsi tra il Venticinque di Aprile e il Primo di Maggio


Attribuisco sempre grande importanza alle giornate del Venticinque di aprile e del Primo maggio. Ritengo che ci sia una relazione importante fra queste due ricorrenze. Perchè il 25 aprile ci ricorda che siamo nati dalla Resistenza. Che la nostra repubblica è figlia della lotta partigiana contro il nazi-fascismo. Che l'Italia del dopoguerra è risorta per essere democratica, popolare e fondata sul lavoro. Proprio il tema del lavoro mi porta a pensare che, ancor oggi, esistano forti motivazioni per realizzare una nuova Resistenza. Contro tutte quelle forze che hanno voluto mercificare il lavoro, renderlo precario e deregolamentarlo al massimo. Contro chi ha creato disoccupazione, delocalizzando le produzioni. Contro chi ha voluto l'abolizione dell'art. 18  dello Statuto dei Lavoratori sostenendo che, eliminando tale norma, si possa creare maggiore occupazione. Contro chi , nelle aziende, esercita pesanti pressioni commerciali, pratica il mobbing e impone carichi di lavoro insostenibili. La sensazione è che i sindacati ci abbiano abbandonato, siano deboli nella loro azione e,  talvolta, persino collusi coi datori di lavoro. Per questo, ora che il nemico non è più la dittatura ma un sistema economico perverso, occorre una nuova Resistenza. Una lotta che parta dalla base dei lavoratori.


Per ricostruire quel patrimonio di conquiste ottenuto dai nostri padri e inopinatamente dissipato dalle  generazioni successive. Per spingere le Organizzazioni Sindacali a riassumere quel ruolo di guida che, di fatto, hanno perso. Questo è per me il senso del Venticinque aprile e del Primo maggio: riflessione e volontà di riprendere il cammino perduto.

Commenti

  1. Non avrei saputo dirlo meglio. Il primo maggio deve essere un giorno di riflessione e nuova Resistenza per tute le ragioni che tu hai perfettamente riportato nel tuo post ed alle quali aggiungerei la sicurezza sul lavoro, dato che nonostante si taccia, ancora oggi troppe sono le morti e gli incidenti sul lavoro che succedono in questo Paese.

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    1. La tua precisazione è fondamentale e, dunque, la sottoscrivo in pieno. C'è troppa leggerezza sull'applicazione delle norme di sicurezza e, alla fine, se ne pagano pesantemente le conseguenze.

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  2. Concordo in pieno, 25 aprile e 1 maggio strettamente legate, ricorrenze nostre, che dobbiamo esaltare. Sui sindacati, che dire? La triplice è da sembra mediatrice, fa compromessi al ribasso, e solo se stimolata da lotte dal basso si muove. Se vai a vedere anche le lotte del '68 in poi, sono state fatte da singoli gruppi, sindacati piccoli, autonomi, e solo poi, si sono accodati i grandi (per mediare, per paura di perdere il loro ruolo). Questo per dire: o ci muoviamo noi, dal basso, oppure rimaniamo in basso.

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    1. Credo sia fondamentale la partecipazione al dibattito su questi temi. Che ognuno dica la sua esprimendo le proprie esigenze di cittadino e lavoratore. Solo con una rinascita dell'opinione pubblica, solo facendo sentire quanto questi problemi siano importanti si potrà sperare in un reale cambiamento. Purtroppo, in questo paese si continua a parlare di primarie del PD e spartizione del potere mentre la realtà è fatta di condizioni di lavoro inaccettabili e povertà sempre più diffusa.

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  3. Sono giorni d'intensa riflessione e le condizioni lavorative sono peggiorate.
    Saluti a presto.

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  4. Tutto ciò implichera'un grande impegno da parte di tutti. Anche i sindacati devono tornare a lavorare nell'interesse dei lavoratori. Non è più tempo di accordi al ribasso.

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  5. Penso che molti - quelli che un lavoro non ce l'hanno, quelli che ne hanno uno molto precario, quelli che ne hanno uno nero, quelli che il lavoro lo avevano ma lo hanno perso - si sentano presi per i fondelli a sentir chiamare il 1° maggio Festa dei Lavoratori.

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    1. Ormai di festa c'è ben poco. Deve essere un'occasione di incontro, dibattito e lotta.

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