lunedì 24 aprile 2017

Su Cologone, la Valle di Lanaitho e... la Bilancia di Corbeddu

Appena qualche giorno fa, ho fatto un viaggio nel cuore antico della Sardegna. In una bella giornata di primavera ho visitato le valli verdeggianti e le montagne nei pressi di Oliena. Ho passeggiato lungo le rive de “Su Cologone” sino alla sua risorgenza  da una profonda gola della montagna. C’era gran pace al mattino, nonostante fosse il giorno di Pasqua. Ben presto, però, la zona sarebbe stata invasa da frotte di gitanti e turisti, attratti dalla fama e dalla bellezza di questi luoghi. Le acque del fiume, assai scure all’uscita dalla grotta, diventano chiare col diminuire della profondità, assumendo colorazioni cangianti tra il verde e lo smeraldo. Rimarrei ore ed ore ad ammirare questo spettacolo della natura ma ho solo una giornata di tempo. Con la mia auto, allora intraprendo la strada polverosa che porta verso la Valle di Lanaitho, soffermandomi, di tanto in tanto in tanto, per ammirare gli splendidi panorami e il corso del fiume Cedrino che scorre nel fondo della scarpata.




Sembra proprio di essere nel bel mezzo della scena di un film western e, del resto, Aurelio Galleppini, il papà di Tex Willer, si ispirò proprio a questi paesaggi per creare l’ambientazione di tante storie a fumetti.



La strada poi scende proprio là dove si apre la Valle di Lanaitho. Ampia, alberata, soleggiata. Silenziosa e solenne. Ricca di storia. Perché di qui partono i sentieri che conducono ai villaggi nuragici di Tiscali e di Sa Sedda e Sos Carros, quest’ultimo famoso per una fonte sacra, di forma circolare, unica in tutto il Mediterraneo, in cui si svolgevano antichi riti delle acque.




Un terra ricca di leggende. Come quella del bandito Giovanni Salis Corbeddu che ho appreso visitando una profonda grotta raggiunta dopo aver percorso un breve ma faticoso sentiero montano.






Son sceso dentro la spelonca cava attraverso un ripido cunicolo, cercando di evitare di sbatter la testa sulle volte rocciose, quasi create ad altezza d’uomini d’altri tempi. Ammirando lo spettacolo di stalattiti e stalagmiti gocciolanti.






Qui puoi ritrovare reperti che testimoniano la presenza dell’uomo in Sardegna in età paleolitica, ma anche i segni della latitanza di Antonio Salis Corbeddu che scendeva in questa grotta così remota per sfuggire alla giustizia. Di lui si son dette tante cose. Pare si fosse dato alla latitanza nel 1880 in seguito all'accusa per un furto di bestiame e che poi avesse compiuto una lunga serie di reati, fra i quali, nel 1887, l’assalto alla diligenza che viaggiava tra Nuoro e Macomer.
Fu un collaboratore di giustizia ante litteram visto che, nel 1894, svolse il ruolo di mediatore per il rilascio di due commercianti di legname francesi, sequestrati nel territorio fra Aritzo e Seulo. Si dice che avesse rifiutato un compenso di ventimila lire per questo compito perché  diceva: “Corbeddu non accetta soldi, Corbeddu, se vuole, i soldi se li prende.” C’è molta, molta leggenda intorno alla vita di Corbeddu che fu ucciso nel 1898 nel corso di un’azione di accerchiamento condotta dai Carabinieri. Una leggenda che comunque racchiude la verità su quella che è l’origine del fenomeno del banditismo in Sardegna. Ho pensato a questo quando ho saputo che Corbeddu, nel profondo di quella grotta, svolgeva il ruolo di arbitro e pacificatore delle controversie. Il popolo gli attribuiva grande saggezza e, per questo, era soprannominato “Bilancia”.  Per la gente del tempo non era il diavolo, ma per noi che guardiamo al passato con disincanto, neanche l’acqua santa. Son convinto,  piuttosto, sia figlio di un tempo in cui,  si consuma il conflitto fra la legge di uno stato sovrano e gli usi e i costumi di una civiltà arcaica, riluttante a sottoposi ad un nuovo sistema di vita. Dice Antonio Pigliaru nel suo saggio sul banditismo in Sardegna: “Tutta la comunità barbaricina non conosce in altro modo, non conosce in altra occasione l’esperienza della legge, che nei modi e nelle occasioni che le sono offerte dal conflitto che sin dal principio e quasi fatalmente definisce l’incontro (e lo scontro) di due ordinamenti giuridici che pretendono di regolare, ciascuno iuxta propria principia, la vita dello stesso soggetto, la stessa azione.” Credo io che tutto ciò sia profondamente vero. Tornato alle fonti di Su Cologone, osservo il comportamento di alcuni giovani locali. Girano per il parco cantando, ad alta voce e con spavalderia, canzoni goliardiche, mostrando quasi strafottenza e ostentando senso di superiorità. Bevono e, con noncuranza nei confronti degli altri avventori, occupano per lungo tempo i banconi di un chiosco. Emanano senso di prepotenza perché ti fanno sentire che non sei a casa tua e che ti devi adattare. Proprio da queste cose si capisce che, mentre nelle altre parti del mondo si compiono sperimentazioni d’ogni genere e scorrono sempre nuove idee, da queste parti proprio la testa non cambia. Poco importa che, pure qui, imperversino iphone e smartphone. Le nuove generazioni (salvo sporadiche eccezioni) non sembrano poi tanto diverse da quelle che le hanno precedute, restando ancor troppo legate ai miti della “balentia” e, per questo…te ne vai con la sensazione che la bilancia di Corbeddu continui ancora a pesare in modo diverso da quella di chi, per caso o per svago, passa da queste parti.

8 commenti:

  1. Una terra ricca di bellezza.
    Saluti a presto.

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    1. Si...bella e misteriosa. Con reperti archeologici notevoli. Proprio come quella fonte che ho voluto fotografare e mostrarvi. La natura è veramente spettacolare. Bellissima in primavera e nelle mezze stagioni: quando cioè non fa troppo caldo e la campagna è verde e non riarsa dalla calura estiva. Ottima la gastronomia e i vini.

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  2. Parole straordinarie che ci immergono in luoghi meravigliosi e dentro la Storia di un popolo fiero che contrastano con la maleducazione e la superficialità massicciamente presenti nella nostra società contemporanea.

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    1. Purtroppo è vero: se certi atteggiamenti venissero abbandonati se ne guadagnerebbe in termini di turismo e profitto. Onore comunque alle giovani guide locali che descrivono con intelligenza e passione le grandi ricchezze storiche e naturalistiche della zona.

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  3. Bel servizio!! ... prima o poi devo visitare la Sardegna !! Ciao

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    1. Te lo consiglio veramente. Io però dico sempre: il mare d'estate (ma può essere bello anche nelle mezze stagioni. L'interno e la campagna in primavera: quando il paesaggio è verde per via della pioggia invernale e non riarso dal sole.

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  4. Terra molto bella la tua, che in parte conosco, e per ragioni sentimentali visito spesso. Purtroppo, soffrendo di vertigini, non posso entrare in territori così selvaggi, ma noto con piacere elementi da Tex, sia nel paesaggio, sia nelle storie/leggende (Corbeddu , potrebbe benissimo entrare in una storia di Aquila della Notte, ovviamente cambiando scenario, nel nome...).

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  5. E' vero: anch'io nel sentire la storia di Corbeddu ho pensato alle storie di Tex e dei suoi Pards. All'interno dell'Hotel Su Cologone poi c'è un'area giardino dedicata a Tex e Galep. Di certo parlerò ancora di questo eroe del fumetto visto che quest'anno ricorre il centenario della nascita di Aurelio Galleppini.

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