Sull'Orlo del Baratro (Riflessioni sulla politica, la sinistra e il sindacato dei nostri tempi)


L’ho scritto nella presentazione a margine di questo blog: sono profondamente deluso dalla politica e dai sindacati perché, tanto l’una quanto gli altri, ormai non fanno il proprio dovere che è quello di analizzare i problemi di un paese e dei suoi cittadini e cercare le necessarie soluzioni. Ormai, ogni forza politica (senza esclusione alcuna) sembra pensare solamente ad accaparrarsi il potere per garantirsi i vantaggi che questo comporta e i sindacati sono lontani anni luce dagli interessi dei lavoratori.  Le assenze dei dirigenti sindacali dal lavoro non si contano. Provocano disagi enormi a chi rimane a lavorare in azienda e, quel che è peggio, da queste assenze, dal loro partecipare a continue riunioni, non deriva alcun vantaggio per la classe lavoratrice. Stipulano accordi quasi sempre al ribasso (se non addirittura dannosi) e così le condizioni di lavoro, giorno per giorno, peggiorano anziché migliorare. Lo dico con grande rammarico: noi lavoratori ci sentiamo abbandonati e questa è una cosa grave visto che sono fermamente convinto che il lavoratore non può reggere da solo il confronto con l’azienda. Anche come cittadino poi mi sento orbato della rappresentanza visto che la politica è diventata un gioco di potere che ha ben poco da spartire con quella che dovrebbe essere una gestione della cosa pubblica condotta nell'interesse comune. Mi son sempre considerato una persona di sinistra, ma la sinistra, quella che si ispira ai principi fondamentali di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale sembra sia stata messa da parte e l’enorme patrimonio di conquiste che questa aveva realizzato sembra ormai, quasi irrimediabilmente, bruciato. Per dirla con le parole di Curzio Maltese, gli attuali dirigenti della sinistra “sono l’esatto opposto di quei vecchi capi comunisti, che al governo non sarebbero mai arrivati, ma dall'opposizione hanno cambiato davvero la vita e ottenuto risultati enormi, straordinarie riforme, lavoro, salario e pensioni dignitosi, assistenza sanitaria e istruzione pubblica di alto livello per le classi popolari.” La sinistra moderna e, in particolare quella facente capo al PD, ha dissipato questo tesoro a tutto vantaggio delle destre e della classe imprenditoriale facendo tutte le porcate che questi ultimi avevano sempre sognato e che mai avevano osato fare nel corso dei loro governi. Così, questa sinistra che intende “la cultura di governo” solo come predisposizione a qualsiasi compromesso pur di esercitare il potere, fa solo gli interessi dei grandi potentati, avvalla ingiustizie, svende i diritti acquisiti e applica le soluzioni che, da sempre, sono appartenute alla destra, fregiandosi dell’appellativo di “liberale” e in nome di un non meglio identificato riformismo moderno. Per tutte queste ragioni, ormai da molti anni non vado a votare e, dinnanzi ad un sindacato che sembra avere a cuore solo i suoi permessi a cedole e che poco si cura degli interessi dei lavoratori, son quasi giunto alla decisione di abbandonare anche la mia tessera sindacale. Son profondamente deluso (lo ripeto ancora) e, naturalmente, preoccupato per un paese in cui la rappresentanza e la tutela dei cittadini è diventato l’ultimo dei problemi. Personalmente non sono disposto a dare il mio voto e i miei soldi a chi pensa solamente ai casi suoi.  Non è facile, anzi credo sia quasi impossibile che qualcosa cambi. Che ci sia un provvidenziale ravvedimento.  Forse son cose che tutti noi ci siamo già detti. Al bar, tra colleghi di lavoro o durante una chiacchierata a casa. In famiglia o fra amici. Però, sull'orlo del baratro, ci siamo da tempo e la caduta, penso, sia ormai prossima.

Nella foto: le Cascate Vittoria fotografate nel settembre dello scorso anno in Zimbabwe.

Commenti

  1. Esaustivo e corretto. Purtroppo la situazione per dirla con un eufemismo non è per nulla piacevole e positiva. Siamo noi cittadini però che insieme dovremmo provare a dare dei segnali forti rimboccandoci le mani tutti quanti, ma uniti.

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    1. Caro Daniele, questo post è per me uno sfogo verso una società e un mondo del lavoro in cui ci si sente troppo soli. Devo dire che questo blog mi sta aiutando a superare questa brutta sensazione. Penso anch'io che dovremmo tutti quanti impegnarci di più ma ti posso assicurare che quando cerchi di farlo ti tarpano irrimediabilmente le ali. Io stesso ho fatto il rappresentante sindacale e, siccome avevo l'abitudine di denunciare i problemi son stato messo da parte. Hanno preferito gente, come si dice oggi "politicamente corretta" che, tradotto in soldoni vuol dire facili al compromesso con le aziende. Le commissioni politiche dei sindacati scelgono i dirigenti che più gli fanno comodo e poi fanno confermare dalle assemblee dei dirigenti minori con sistema bulgaro. Chi non segue le direttive, chi pesta troppo i calli è fuori. Ho fatto anche il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ma quando tratti temi pesanti come lo stress da lavoro correlato e le pressioni commerciali ti lasciano irrimediabilmente da solo. Ho scritto molte volte alle organizzazioni sindacali di riferimento per denunciare certe problematiche ma le mie missive son state ignorate. Alla fine ho deciso di dimettermi. Chi mi ha sostituito non ha toccato mai queste tematiche e vive tranquillo con le sue cedole. Io son stato trasferito a 50 chilometri. Insomma, come nel Paese dei Barbagianni di collodiana memoria in cui Pinocchio veniva messo in galera per eesersi fatto rubare gli zecchini d'oro da Gatto e Volpe che, invece, venivano scagionati con tutti gli onori. Ci vorrebbe una rivoluzione come quella francese ma, sinchè tutti non avranno veramente il sedere a terra, ciò non si verificherà. Un abbraccio.

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  2. infatti, ora ancora troppa gente pensa di poter difendere il proprio orticello non sapendo che invece per non perdere tutto dopo, dovrebbe unirsi per ribellarsi.

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    1. Concordo: è proprio lo spirito della difesa collettiva che si sta perdendo. Coe diceva una vecchia canzone: "le mosche procurano noia se volano a schiera unita, da sole non danno fastidio: si schiacciano dentro due dita."(Claudio Lolli)

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  3. Il mondo politico si è imbastardito quando l'ex cavaliere è salito sul predellino di quella auto e ha aperto i tombini delle fogne alle pantegane della destra più becera mai assurta prima ai livelli di governo. Ha imbastardito il Paese a tutti i livelli; un esempio è dato anche dal livello a cui è dovuta scendre la RAI per tenere testa all'infimo livello di MEDIASET. Inutile: non ne usciamo così facilmente.

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    1. Concordo pienamente. La rovina è iniziata proprio nel modo che tu descrivi. La sensazione è che abbia intorbidito anche le acque di quella che un tempo fu l'opposizione. E' veramente pauroso che ci sia un PD che, con l'ascesa di Renzi, ha iniziato a seguir politiche che ben poco hanno a che fare coi principi della sinistra. La sensazione è che stiamo passando dalla padella alla brace.

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  4. Hai perfettamente ragione, ma non andando a votare, pensi di risolvere qualcosa?

    Un cordiale saluto

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  5. Ormai non mi fido più di nessuno. Se non altro non si ingrassano il sedere (che se lo son fatti ormai grosso a spese degli degli Italiani) grazie al mio voto. Per colpa della Fornero mi tocca persino andare in pensione più tardi per pagare pensioni d'oro e magari le colonie INPDAP ai figli di categorie di lavoratori che guadagnano molto ma molto più di me e che, magari, lavorano molto meno. I problemi devono risolverli i politici non io dando voti a personaggi improponibili. Se vogliono il mio voto e quello di milioni di cittadini ormai veramente incavolati, dimostrino di meritarlo. Poi di tornare a votare se ne parlerà.

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    1. Il tuo sfogo è più che legittimo, hai perfettamente ragione...il voto, però, è un nostro diritto e dovere...un meno peggio ci sarà meritevole un pochino.

      Buona Domenica delle Palme.

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  6. Abbi pazienza, ma, oggi come oggi, proprio non riesco manco a intravederlo.

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  7. La situazione lavorativa è tragica e con il jobs act, le aziende hanno campo libero nel ricattare i lavoratori.
    Saluti a presto.

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    1. Concordo pienamente. Proprio per questo si rende necessaria un'azione più efficace da parte dei sindacati e gli stessi lavoratori devono impegnarsi, abbandonare la rassegnazione e ribellarsi. Ci vorrebbe però una leadership sicura. Uomini come Cofferati e Landini che sembravano poter prendere i lavoratori per mano e organizzarli debitamente, alla fine, hanno deluso.

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